La storia della città

Cosmopolita, mitteleuropea, romantica, classicheggiante, un po’ naif e decisamente asburgica. È il porto più a nord del Mediterraneo ed è contemporaneamente terra di frontiera, quasi mistica, dove l’atmosfera del mare si fonde con quella carsica e persino alpina in un mix di sensazioni tanto eterogenee quanto uniche.

Chiesa di Sant'Antonio

Trieste è speciale, anche in questo. Lo è per quella cultura tramandata da Svevo, Joyce e Saba. Lo è per gli influssi storici da cui è stata permeata e contaminata. Nei secoli scorsi è stata il primo porto dell’impero austro-ungarico e tuttora ospita comunità di origine greca, ebraica e di altre latitudini, senza dimenticare la componente slovena, integrata perfettamente in un tessuto cittadino ricco di testimonianze provenienti da ogni latitudine. Durante tutto il corso dell’anno l’atmosfera, in questo estremo limbo a nord-est, è un affascinante miscuglio fra i caldi ritmi “del sud” e “l’austerità nordica”, ma è soprattutto nel periodo natalizio che il capoluogo adriatico sembra parte integrante di un mondo, quello mitteleuropeo, dal quale i suoi grandi scrittori degli ultimi due secoli hanno tratto linfa vitale per i loro capolavori.

Castello di Miramare

Trieste è mare, e non a caso il suo golfo è quello che accoglie la regata velica più affollata del mondo: la Barcolana. Ma è anche castelli (Miramare, San Giusto e Duino), cattedrali, reperti romani (il grande Teatro del centro storico). È artigianato tipico; è il ghetto, con le sue antiche librerie. Enogastronomia, sia di carne che di pesce, accompagnata da ottimo vino del Carso. Ed è anche – e forse soprattutto – terra di teatri, essendo la città con il maggior numero di abbonati agli spettacoli teatrali d’Italia in proporzione agli abitanti.

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